Il sito archeologico di Egnazia

Uno dei più interessanti ritrovamenti della Puglia, attivo centro di traffici e commerci del mondo antico

Inserito in un felice contesto naturalistico-ambientale, è uno dei siti archeologici più interessanti della Puglia. Citata da autori come Plinio, Strabone, Orazio, la città ebbe grande importanza nel mondo antico per la sua posizione geografica; grazie alla presenza del porto e della Via Traiana, infatti, fu attivo centro di traffici e commerci. La storia dell'antica Gnathia si è snodata nell'arco di molti secoli.
Il primo insediamento, costituito da un villaggio di capanne, sorse nel XV secolo a.C. (età del bronzo). Nell'XI secolo a.C. (Età del Ferro) si registra l'invasione di popolazioni provenienti dall'area balcanica, gli Iàpigi, mentre con l'VIII secolo a.C. inizia la fase messapica che per Egnazia, come per tutto il Salento, cesserà con l'occupazione romana avvenuta a partire dal III secolo a.C. La città entrerà, quindi, a far parte prima della repubblica e poi dell'impero romano e decadrà insieme ad esso con un’importante ripresa in età tardo-antica e medievale.
Della fase messapica di Egnazia restano le poderose mura di difesa e le necropoli che presentano monumentali tombe a camera decorate con raffinati affreschi.

Della città, scavata solo in parte, si conservano le vestigia risalenti alla fase romana. Notevoli i resti della Via Traiana, della Basilica Civile con l'aula delle Tre Grazie, del Sacello delle divinità orientali, dell'anfiteatro, del foro. Ottimamente conservato il criptoportico. Sono presenti anche due basiliche paleocristiane, originariamente con pavimento a mosaico.

Il Parco di Egnazia e la Via Traiana, che ad esso conduce, si collocano come porta di accesso ad un sistema ambientale e culturale complesso e di notevole significato, un’importante leva di percorsi di conoscenza. Fondamentale la valorizzazione di questi giacimenti di umanità trascorse per restituire alle tracce del passato una “missione pedagogica”, attraverso nuovi scenari di fruizione. La combinazione di tecnologie del visuale con l’arte contemporanea permette di ricostruire il passato con visioni suggestive ed allo stesso tempo filologicamente rigorose.

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