Ostuni

Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale

Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale

Il Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale sorge nell’ex monastero carmelitano di Santa Maria Maddalena dei Pazzi, con l’annessa chiesa di San Vito Martire. Al suo interno trovano posto importanti testimonianze archeologiche del territorio ostunese che dalla preistoria ci introducono sino all’età medievale. Fulcro del percorso di visita è la sezione dedicata agli importanti ritrovamenti effettuati presso la Grotta di Santa Maria d’Agnano a pochi chilometri dal centro di Ostuni. La sezione preistorica presenta, infine, i calchi delle due sepolture paleolitiche: Ostuni 1, conosciuta dal grande pubblico come Donna di Ostuni e vissuta circa 26.000 anni prima di Cristo, una giovane ventenne che portava con sé il feto di un piccolo nascituro, ed Ostuni 2. All’interno del Museo sono stati esposti i resti originali della giovane donna e il corredo che accompagnava le deposizioni tra cui il bellissimo copricapo composto da un numero considerevole di conchiglie. Il percorso museale si conclude con un suggestivo diorama che ricostruisce la grotta e la sepoltura della Donna di Ostuni.

Parco Archeologico di Santa Maria d’Agnano

Parco Archeologico di Santa Maria d’Agnano

La grotta del sito di Santa Maria d’Agnano, ubicata a circa due chilometri dalla cittadina di Ostuni immersa in una distesa di ulivi secolari, è testimonianza di come la caverna sia stata sede, per circa 30.000 anni, di riti e culti dedicati ad un’immagine femminile. In essa si sono svolti gli antichi rituali dedicati alla Dea Demetra sino alla venerazione di un’icona della Vergine Maria risalente al ‘500. All’interno della grotta, che si raggiunge attraverso un suggestivo percorso naturalistico, si trova il calco di Ostuni 1, donna gestante del Paleolitico, con il piccolo feto, oltre che al calco di un cacciatore risalente a circa 30.000 anni fa.

Fiume Morelli (impianto di acquacoltura)

Fiume Morelli (impianto di acquacoltura)

La zona umida di Fiume Morelli è caratterizzata dalla presenza di specchi d'acqua e da antiche costruzioni per la pratica della pesca. Il fiume alimentato nel suo percorso da numerose risorgive di notevole portata, si snoda per circa 800 metri ed è caratterizzato da un'acqua leggermente salina e acidula, poiché attraversa le cavità sotterranee di roccia calcarea.
Fin dalla fine dell'Ottocento gli stagni di acqua dolce creati dal fiume nella zona umida sono stati utilizzati per l'itticoltura e a questo periodo risale l'antico impianto utilizzato fino agli anni Ottanta e recuperato a partire dal 2009, con l'avvio di un'attività di acquacoltura certificata con metodo biologico. Sette bacini e undici chiuse compongono l’impianto che regola il regime delle acque e controlla gli spostamenti spontanei dei pesci fra gli stagni e il mare.
Una grande vasca, circondata da alte mura perimetrali e dotata di un piccolo locale coperto destinato alla guardiania, serviva per contenere il pesce pescato nei bacini, destinato poi alla vendita. Negli stagni d’acqua del fiume, utilizzati per l’itticoltura, si trovano cefali, anguille e orate.